Risciacquo

Risciacquo

Quando ci laviamo le mani con acqua e sapone (prima fase del processo di lavaggio) dobbiamo, per completarne la pulizia, rimetterle sotto il rubinetto con l’acqua corrente. L’acqua allontanerà la soluzione con il contaminante in essa disperso e potremo dire di aver terminato quest’operazione solo quando sulla superficie delle nostre mani vi sarà soltanto acqua pura: avremo così effettuato la seconda fase, detta di risciacquo. Anche nel caso di un semplice lavaggio con acqua pura (mani sporche di polvere o terra) le fasi sono in realtà due: la prima di distacco dello sporco con acqua e sfregamento, la seconda (risciacquo), con lo stesso mezzo, per allontanare il tutto. Ciò anche se apparentemente il lavaggio completo è avvenuto con continuità e solo con acqua.

Analogamente avviene per un processo di lavaggio industriale delle superfici. Alla prima fase di sgrassaggio o lavaggio (trasferimento del contaminante dalla superficie alla fase liquida), segue sempre un risciacquo, che permette l’allontanamento del contaminante dalla superficie.
Il processo non à diverso se si usano solventi organici, anche se in alcuni casi non c’è soluzione di continuità tra le due fasi successive.

Concludendo, chiamiamo risciacquo la fase in cui il liquido di lavaggio, qualunque esso sia, con il contaminante in esso disperso, viene allontanato con lo stesso liquido pulito.


Una linea che lava (a sinistra), risciacqua (al centro) e asciuga (a destra) lame per il taglio di nastri d’acciaio. Il risciacquo si effettua a immersione, con l’assistenza di ultrasuoni (Tierratech).

Una macchina monocamera che sgrassa, risciacqua e asciuga rubinetti d’ottone. Si usa uno sgrassante nanotecnologico a base acquosa, gli sfridi sono direttamente recuperati e ritornano al reparto di pressofusione (STS)

In copertina: Risciacquo a immersione (Tierratech)