Riciclo e bioplastiche: l’Europa si impone e l’Italia è tra i primi

Riciclo e bioplastiche: l’Europa si impone e l’Italia è tra i primi

La plastica è ancora essenziale per l’economia del pianeta, ma come si può adattare questa esigenza con la minaccia che essa comporta per gli ecosistemi?
La risposta è l’innovazione tecnologica, la quale favorisce la transizione ad un modello circolare e promuove il riutilizzo, il riciclo e la biodegradabilità dei prodotti di plastica.

L’impegno dell’occidente

Tra il 2010 e il 2019, Europa e Stati Uniti hanno profuso grandi sforzi per il raggiungimento di questo traguardo.
Non è quindi un caso che il 60% dei brevetti riguardanti la plastica riciclata e le bioplastiche provenga da queste aree.

Il podio europeo

Più nello specifico, per ciò che riguarda il Vecchio Continente, l’ultimo report dell’Ufficio brevetti europeo ha evidenziato i Paesi più attivi in questi settori.

Sia per le tecnologie di riciclo della plastica che per le bioplastiche, a primeggiare per percentuale di domande di brevetto depositate all’Epo dal 2010 al 2019 è la Germania, che supera in entrambi gli ambiti il 30%.

Segue, poi, la Francia con il 17% nel riciclo e il 22% nelle bioplastiche. Al terzo posto si posizionano i Paesi Bassi (11%) per il primo ambito e l’Italia per il secondo (9%). Ruoli che si invertono per la medaglia di legno, con l’Italia al 9% nelle tecnologie per il riciclo e i Paesi Bassi al 6% nelle bioplastiche.

L’Italia sorride alla specializzazione

Si tratta dunque di un risultato importante per il Bel Paese, che ben dipinge l’elevato grado di specializzazione in entrambi gli ambiti.
In particolare, per quanto riguarda il
riciclo della plastica; l’Italia può infatti vantare il secondo grado di specializzazione nell’UE nel recupero dei rifiuti e nel riciclo meccanico.

I settori coinvolti e la ricerca universitaria

Nell’innovazione italiana del riciclaggio si è assistito ad un cambio di primato; a dominare sono stati i metodi chimici e biologici, che hanno doppiato le domande di brevetto relative al riciclo meccanico.

A guidare nell’innovazione delle bioplastiche sono, invece, le industrie della sanità, dei cosmetici e dei detersivi. Seguite dai settori dell’imballaggio, dell’elettronica e dei tessuti.

Sarà, però, importante connettere maggiormente università e industrie, per sfruttare il potenziale non completamente espresso proveniente dagli organi pubblici di ricerca, detentori di quasi il 20% delle invenzioni nei campi del riciclo chimico e biologico.

Fonte: Il Sole 24 Ore

Potrebbe interessarti anche: Rivoluzione industriale green: bioplastiche economiche con startup FabricNano

Rimani aggiornato sulle ultime news del mondo dell’Engineering, segui ItalianIngenio su LinkedIn!