Opere d’arte abitabili: Madre Natura e il potere dell’acciaio

Opere d’arte abitabili: Madre Natura e il potere dell’acciaio

L’arte può plasmare la nostra quotidianità e influenzare il nostro modo di concepire e costruire gli oggetti che ci circondano.
Lo studio di architettura Mask Architects ha sviluppato questo concetto, lasciandosi ispirare dall’opera dello scultore sardo Costantino Nivola, intitolata “La Madre”, per realizzare una serie di strutture abitative modulari. 

L’espansione del Museo Nivola

Il progetto, nominato Madre Natura per celebrarne la suggestione, offre opere d’arte abitabili, capaci di integrarsi con l’ambiente naturale. 

Mask Architects ha infatti realizzato per visitatori, turisti e artisti del Museo Nivola ad Orani la prima struttura in acciaio stampata in 3D di case modulari

Un esoscheletro in acciaio

Lo studio si è avvalso di un’innovativa tecnica costruttiva chiamata EXOSTEEL: un sistema basato sulla costruzione di un esoscheletro in acciaio stampato in 3D che supporta i diversi elementi funzionali dell’edificio.

La casa è composta in primo luogo da una colonna centrale in acciaio a cui sono collegate travi portanti a creare una struttura metallica complessa. Esternamente l’edificio è invece costituito da pannelli compositi, impreziositi dalla pietra bianca che richiama, a livello materico, la scultura di Nivola.

La combinazione di eolico e solare

Il progetto si riserva l’ambizioso obiettivo di integrare architettura, arte, tecnologia e natura. I moduli abitativi sono situati su un pendio montuoso e sono realizzati secondo il principio dell’autosufficienza energetica. Al centro di ogni struttura vi è infatti una torre dell’energia ricoperta da pannelli solari.

Alla sommità della stessa si trova, invece, un elemento capace di ruotare di 360°, sfruttando così le potenzialità energetiche di una regione fortemente ventosa.
In cima alla torre sono infine posizionati rilevatori di incendio e smart camere per la sicurezza di individui ed ecosistema. 

La costruzione di comunità sostenibili

Nella parte inferiore della torre si trovano invece i depositi di acqua ed energia e le stazioni di distribuzione. I moduli non si limitano ad essere delle unità a sé stanti, ma contribuiscono alla formazione di una comunità, tanto sociale quanto energetica. Basti pensare che il sistema di illuminazione delle strutture dona visibilità anche alle aree circostanti, fungendo da “faro” sulla montagna e da location diffusa per gli eventi del museo.

L’accoglienza tra design e storia dell’arte

Il richiamo iconico alle Dee Madri neolitiche, simbolo apotropaico di accoglienza e connessione con la natura, suggerisce proprio questa chiave di lettura.

La fusione di tale immaginario con il design e il potenziale dell’acciaio ha reso infatti possibile la realizzazione di moduli abitativi flessibili e continuamente espandibili. Non solo per adattarsi ad ogni terreno, ma anche per accogliere e soddisfare le esigenze di qualsiasi ospite, facendolo sentire parte di una comunità. 

Fonte: maskarchitects.com, infobuild.it

Fonte immagine: maskarchitects.com

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