Marketplace B2B dominano ormai il commercio digitale, ma non in Italia

Marketplace B2B dominano ormai il commercio digitale, ma non in Italia

In Italia solo il 18% delle aziende utilizza i marketplace per vendere

Secondo uno studio di Netcomm, l’Italia è uno dei paesi più arretrati in fatto di digitalizzazione e ancora di più arretrata in fatto di vendite online.

Le imprese B2b con un fatturato superiore ai 2 milioni di euro, nel 75% dei casi, utilizzano canali digitali per alcune fasi della vendita, ma solo il 18% di loro sfrutta i marketplace per vendere. Il 26% delle attività, invece, non ha nessuna attività di digital commerce. Per quanto riguarda le imprese con fatturato superiore ai 20 milioni invece, il 52% di loro ha un canale di vendita online attivo.

Italia: forte arretratezza rispetto al resto del mondo

I marketplace per B2B hanno rilevanza crescente, soprattutto in Asia, dove si trovano 13 dei top 25 marketplace B2b del mondo, e USA. In Italia, come nel resto dell’Europa, questo fenomeno è ancora solo agli inizi.

Inizia però a vedersi un lieve aumento della conoscenza dei nomi dei marketplace e ciò indica che inizia a crescere l’interesse e la curiosità verso questo tipo di mercato; tuttavia, la digitalizzazione sembra essere ancora un forte ostacolo per le aziende, soprattutto quelle in cui i rapporti con i fornitori sono soprattutto tradizionali e ormai fortemente consolidati.

Quali sono le difficoltà maggiori nell’implementare un Marketplace B2b?

Stando all’indagine Netcomm, le principali difficoltà per cui molte aziende ancora esitano a creare una struttura di marketplace sono:

  • complessità nell’integrazione con le applicazioni aziendali (18%)
  • mancanza di competenze interne (14%)
  • complessità a livello logistico (13%)

In compenso la percezione sulla difficoltà del progetto è notevolmente diminuita: se nel 2015 sembrava una sfida impossibile per il 29% delle imprese, adesso lo è solo per il 13% di loro.

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Buyer B2b: stesse esigenze di ogni online customer

Nonostante i mondi B2b e B2c sembrino molto distanti e abbiano dinamiche diverse tra loro, in realtà i buyer aziendali hanno gli stessi bisogni dei consumatori B2c e questo si riflette sia sugli acquisti marginali ma anche in quelli più strategici.

Questo è uno dei motivi per cui nella maggior parte dei casi i marketplace non permettono di eseguire transazioni ma mettono in relazione le aziende affinché possano concludere le trattative con maggiore personalizzazione (customer support, organizzazione dei trasporti e relativi Incoterms… ).

Inoltre, la presenza online è un ottimo modo di acquisire lead dato che i buyer cercano immediatamente informazioni chiare e precise, con un costo prestabilito e condizioni chiare e si trovano quindi più inclini a condividere i loro dati per avere questo genere di notizie.

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