Macchine utensili: per il 2021 si inizia a vedere la ripresa

Macchine utensili: per il 2021 si inizia a vedere la ripresa

Covid19 ha lasciato dietro di sé una scia di crisi nei mercati globali, cui anche le macchine utensili non hanno resistito. Ecco le prospettive

Nel 2020 il mercato delle macchine utensili registrerà un crollo del 35%, con la produzione in calo del 34,6% complessivamente in Italia. Sia il mercato interno che i principali mercati esteri hanno registrato un netto calo delle vendite, con picchi fino al -39% rispetto all’anno precedente.

Nel mercato interno italiano le consegne sono scese del 43,3% e l‘import è calato del 41,1%, con una produzione che raggiungerà valore massimo di 3,850 milioni di euro, quasi il 35% in meno del valore prodotto nel 2019.

2021: scenario per le macchine utensili

Le previsioni già vedono una netta crescita della domanda mondiale di macchine utensili che crescerà del 15,1% e questo trend positivo sembra durerà anche per i prossimi anni, con le previsioni fino al 2024.

Per il 2021 sembra che sarà l’Europa il continente più attivo nei consumi, anche se ciò potrebbe essere in larga parte dovuto al fatto che l’Europa ha subito il crollo peggiore nel 2020.

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Quali sostegni per la ripresa del settore?

Per gli addetti del settore delle macchine utensili la ripresa attesa nel 2021 deve essere supportata anche da riforme strutturali che aiutino gli investimenti in nuove tecnologie.

Il Recovery Fund, per esempio, potrebbe essere un grosso aiuto per incentivare la crescita delle aziende in ottica di innovazione e competitività. La proposta di Ucimu, associazione del settore, è quella di permettere il credito d’imposta sui macchinari acquistati nell’anno; inoltre, propone di trasformare il Piano Transazione 4.0 in un provvedimento strutturale con una durata di almeno 5 anni, così da permettere alle imprese di pianificare con maggiore sicurezza.

Un’altra prospettiva sarebbe quella di aiutare l’innovazione del parco macchine italiano attraverso un aumento dell’aliquota del credito d’imposta, stessa proposta di Confindustria, che chiede di passare dal 6 al 15%.

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