La smart agriculture richiede una transizione energetica

La smart agriculture richiede una transizione energetica

La smart agriculture, spesso descritta dall’espressione “Agricoltura 4.0”, ha sconfitto persino la pandemia. Lo scorso anno gli investimenti nel settore sono aumentati del 20%, per un giro di affari che ha raggiunto i 540 milioni di euro.

I numeri dell’agricoltura 4.0

E i margini di crescita sono altrettanto promettenti. Nel 2020 il fatturato mondiale della smart agriculture è aumentato del 76%, toccando i 13.7 miliardi di dollari. 

L’Italia è progredita in media a un ritmo minore, ma le potenzialità di sviluppo sono evidenti; si deve infatti tenere conto che solo il 3-4% delle superfici agricole della penisola viene coltivato con tecnologie di ultima generazione.
A favorire questa transizione sarà inoltre l’impulso dato dal Piano nazionale di ripresa e resilienza. 

Più macchine e connettività

I dati prodotti dall’Osservatorio Smart Agrifood segnalano l’aumento del ricorso agli strumenti di Agricoltura 4.0, come nuove generazioni di macchine agricole e robot e una maggiore domanda di connettività nelle campagne. E un parallelo incremento delle necessità di elettrificazione.

Elettricità ed efficienza

L’elettricità nel primario è stata utilizzata marginalmente, laddove c’era bisogno di macchine per il sollevamento, la trasformazione e movimentazione delle merci e la gestione dell’acqua. L’avvento della smart agriculture porterà sicuramente ad un maggiore efficientamento di queste pratiche.

E implicherà una transizione energetica e una necessaria elettrificazione. Le nuove tecniche agricole (idroponica, acquaponica e vertical farm) prevedono infatti consumi elettrici significativi. A queste si sommeranno l’utilizzo di veicoli elettrici e l’investimento in impianti fotovoltaici per il riscaldamento delle serre. 

L’agricoltura si prepara così a cambiare pelle, slegandosi dall’impiego dei combustibili fossili.

Fonte: Il Sole 24 Ore

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