Italia-Canada: una collaborazione per la rimozione della spazzatura spaziale

Italia-Canada: una collaborazione per la rimozione della spazzatura spaziale

L’inquinamento non è un problema unicamente terrestre. La presenza sempre più cospicua di “space junk”, ossia di spazzatura spaziale, mette in allerta proprietari e operatori di satelliti governativi e privati.

E la corsa allo spazio registra un sostenuto incremento del numero di Paesi e attori privati coinvolti. Si calcola che da gennaio 2020 a oggi siano stati lanciati in orbita circa un migliaio di piccoli satelliti. 

La sindrome di Kessler

In questo momento 130 milioni di frammenti di materiale antropogenico, con dimensioni comprese tra 1 mm e 1 cm, stanno orbitando attorno alla terra, accompagnati da più di 30 mila pezzi superiori ai dieci centimetri. 

La sindrome di Kessler, scenario ipotizzato nel 1978 dal consulente NASA Donald J. Kessler, è divenuta realtà. Il numero di detriti spaziali è ormai così elevato che gli oggetti in orbita vengono spesso in collisione, creando un effetto domino che incrementa il volume dei detriti e il rischio di ulteriori impatti. 

Incidenti nel biennio 2020/21

Nel 2020 la Stazione Spaziale Internazionale è stata costretta a tre manovre d’emergenza per evitare collisioni potenzialmente pericolose con detriti spaziali. 

E, di recente, rifiuti spaziali vaganti hanno colpito e danneggiato il braccio Canadarm2 della stessa ISS.

Ma a generare grande preoccupazione, nelle prime settimane di maggio, è stato il rientro incontrollato del secondo stadio del razzo cinese Lunga Marcia 5B. La profonda incertezza sul luogo di impatto ha allarmato agenzie, comandi di difesa aerospaziale, centri di ricerca, istituti e forze armate in tutto il mondo. La caduta nell’Oceano Indiano ha fortunatamente limitato i danni, ma spaventa l’idea che frammenti da 5 o 10 tonnellate possano piovere indisturbati sulla Terra, magari su qualche centro urbano.

Italia-Canada: un’alleanza spaziale

L’incremento del numero di satelliti dismessi e la già citata sindrome di Kessler rendono necessario un progetto di ripulitura dello spazio dai detriti

Ed è proprio questo l’impegno che unisce Italia e Canada, che hanno coordinato ingegni e competenze per realizzare i satelliti Skylark. Essi monitoreranno e terranno sotto controllo la spazzatura spaziale, grazie ad un miglioramento significativo del tracciamento degli oggetti. I satelliti Skylark non si limiteranno ad individuare i detriti, ma avranno la capacità di predire potenziali collisioni.

Sebbene sembri paradossale l’invio di nuovi dispositivi per ripulire lo spazio dai rifiuti, esso può rappresentare un’ottima soluzione per tutelare i satelliti attivi e i veicoli delle missioni e, in fondo, anche chi solo sogna, dalla Terra, di diventare o essere un cosmonauta. 

Fonte: la Stampa, Green Me

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