Industria italiana: parco macchine più automatizzato, ma invecchiato

Industria italiana: parco macchine più automatizzato, ma invecchiato

Cosa è emerso dalla ricerca Il parco macchine utensili e sistemi di produzione dell’industria italiana ideata da Ucimu-Sistemi per produrre e pensata per misurare i primi effetti della politica industriale 4.0?

Macchinari datati

Il dato destabilizzante, e forse più rumoroso, è rappresentato dall’invecchiamento dei macchinari di produzioni delle imprese metalmeccaniche del paese. Non solo rispetto all’indagine precedentemente condotta nel 2015.

L’età media di questi macchinari (14 anni e 5 mesi) è risultata la più alta mai registrata dal 1975, evidenziando inoltre un netto incremento di 1 anno e 9 mesi rispetto alla rilevazione del 2015. 

Segnali positivi per l’automazione

Cresce però il grado di automazione e integrazione degli impianti, confermando la potenzialità delle misure di incentivo alla competitività in materia 4.0. L’incremento più deciso si registra nei sistemi di integrazione informatica.

Barbara Colombo, presidentessa di Ucimu-sistemi per produrre, attesta questa dinamica, pur sottolineando effetti ancora insufficienti ad assicurare la transizione digitale del metalmeccanico. 

Diminuiscono le fabbriche, ma aumentano le macchine

Entrando nei dettagli, la ricerca è stata condotta su un campione rappresentativo di oltre 2.000 imprese (con più di 20 addetti), circa il 15% delle aziende attive nel settore. 

Rispetto alla precedente indagine, le macchine utensili installate nelle imprese censite sono aumentate di quasi il 22%. Un dato in controtendenza con la progressiva decrescita del numero di fabbriche nel Paese.

Ciò significa che le fabbriche del metalmeccanico sono tornate ad ampliare il proprio parco macchine, senza però praticare una concreta dismissione dei sistemi precedenti.

Un divario in crescita

Infine, i risultati vanno confrontati rispetto alla classe dimensionale delle aziende. Il gap tra grandi e piccole imprese resta incolmabile e addirittura si accentua. Le prime, infatti, investono maggiormente in nuovi sistemi di produzione e ciò si traduce in performance migliori. 

Il nodo rinnovo dei crediti d’imposta

Anche alla luce di tale riflessione, Barbara Colombo sottolinea la necessità che le misure operative, quali il credito d’imposta per l’acquisto di nuove macchine tradizionali e con tecnologia 4.0, proseguano oltre il 2022.

In parallelo la presidentessa suggerisce di allungare l’operatività delle misure del credito di imposta per la formazione al fine di assicurare alle aziende un supporto fondamentale per l’aggiornamento del personale.   

Fonti: Ansa, Innovation Post, Il Sussidiario.net

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