Esoscheletro: quali sono le previsioni di mercato

Esoscheletro: quali sono le previsioni di mercato

Secondo i dati dell’International Federation of robotics le previsioni di crescita del mercato dell’esoscheletro sono notevoli e riguardano principalmente i Paesi industrializzati.

Le potenzialità di sviluppo degli esoscheletri sono molto ampie; infatti, il loro utilizzo ormai è diffuso, e suggerito, in luoghi di lavoro in cui l’attività fisica dell’operatore è faticosa, ripetitiva e continua, e proprio grazie alla tecnologia può essere alleviata.

Le previsioni del mercato per gli esoscheletri: i dettagli

Il tasso di crescita previsto per il mercato degli esoscheletri è a doppia cifra  dal 2019 al 2022. Già nel 2018 ne sono stati vendute oltre 7 mila unità in ambito manifatturiero per supportare il lavoro degli operai, ma il potenziale di richiesta del mercato sarebbe di 60 mila unità per tutte le tipologie di esoscheletro.

Secondo le proiezioni dell’International Federation of Robotics, entro la fine del  2020 il mercato degli esoscheletri sarà composto da oltre 10.000 unità nei vari ambiti applicativi.

In più, secondo quando stimato da Oxford Economics, entro il 2030 potrebbero essere sostituiti da robot più di 20 milioni di lavoratori in tutto il mondo, con un incremento di installazione di macchine del 30% per un valore aggiunto al prodotto interno lordo globale valutato attorno ai 5.000 miliardi di dollari.

Al momento ci sono molte realtà industriali impegnate nel settore della robotica: sono stati, infatti, più di 1,3 milioni gli ordini di vendita effettuati dal 2015 al 2018. Secondo i dati dell’IFR, la Cina domina incontrastata il mercato, seguita dal Giappone, dagli Stati Uniti e Corea del Sud. La Germania viene subito dopo con 30 mila robot industriali prodotti.

Quali sono i vantaggi per il lavoratore che utilizza l’esoscheletro?

Tanti i vantaggi per i lavoratori, dal miglioramento del comfort nella postazione di lavoro, alla riduzione dell’affaticamento muscolare e, di conseguenza, il miglioramento della qualità del lavoro svolto, cui si sommano benefici indiretti per l’intera società, che fonda il proprio benessere su una forza lavoro appagata e in salute.

Anche se una parte significativa del lavoro nelle fabbriche è automatizzato, l’apporto dell’uomo è ancora fondamentale e rimane al centro di numerose operazioni, che sono ripetitive ma che richiedono anche un alto livello di precisione: basti pensare che svolgendo alcune mansioni, ad esempio, un operaio solleva il braccio 4.600 volte al giorno, quasi un milione di volte all’anno.

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