Automotive: un settore che si orienta sempre più verso elettrico e ibrido

Automotive: un settore che si orienta sempre più verso elettrico e ibrido

Dall’ultima edizione dell’Osservatorio sulla componentistica automotive italiana, realizzata dall’Anfia e dal Center for Automotive and Mobility Innovation (Cami)  dell’università Ca’ Foscari Venezia è emerso che la componentistica auto nel nostro Paese – un settore chiave dell’industria con 164mila dipendenti, 2.2008 aziende ed eccellenze note in tutto il mondo, un totale di 49,2 miliardi di ricavi – ha frenato nel 2019 e incontrato un sostanziale crollo in questo 2020. I cali 2019 erano poca cosa rispetto alla tempesta che – causa Covid, declino del diesel e ciclicità del mercato auto – si sta abbattendo sul settore nel 2020: solo nei primi otto mesi l’Istat segnala un crollo del 36%.

Ciononostante le imprese, nel complesso sembrano reagire bene e il 28,4% sta facendo progetti nell’elettrico, contro il 18,6% dell’anno scorso; il 27,5% nell’ibrido, contro un 11,8% del 2019.

Molte aziende della componentistica hanno comunque iniziato a calcare la strada che porta ai nuovi trend della mobilità:  per il 29,5% delle aziende l’elettrico e l’ibrido costituiscono il principale mercato in cui sono posizionate e  il 6% si occupa di questi veicoli in maniera esclusiva.

Se nel triennio 2016-2019 il 18,6% delle imprese aveva partecipato a progetti di powertrain elettrico, nel periodo 2017-2019 la percentuale è aumentata al 28,4%; se nel primo triennio di riferimento l’11,8% delle aziende dichiarava di essersi impegnata in piani per il powertrain ibrido, nel secondo triennio la quota è aumentata al 27,5%; se infine tra il 2016 e il 2018 solo l’11,2% delle imprese affermava di aver iniziato attività per la riduzione delle emissioni, tra il 2017 e  il 2018 si è raggiunta la soglia del 20,5%.